La sindrome di Cotard: morti ma ancora vivi

Forum Sindromi & Fobie La sindrome di Cotard: morti ma ancora vivi

  • Questo topic ha 0 risposte, 1 partecipante ed è stato aggiornato l'ultima volta 7 mesi, 2 settimane fa da Alessandro Stripe.
  • Post
    Alessandro Stripe
    Moderatore
    CH

    La malattia:

    Per quasi due mesi la donna aveva sofferto di sindrome di Cotard, o delirio di negazione. Si tratta di una rara sindrome psichiatrica che prende il nome dal neurologo francese Jules Cotard, che per primo la identificò e diagnosticò nel 1880 ad una donna che aveva in cura. Questa sindrome di manifesta con la convinzione di soffrire di una profonda trasformazione corporea fino ad arrivare a sentirsi morti, vittime di una dannazione eterna.

    I sintomi:

    Tra i sintomi della malattia c’è anche l’assenza di reazioni agli stimoli esterni, come il rifiuto di mangiare, molte volte scaturito proprio dalla convinzione di essere morti, ma anche dalla perdita della percezione dei sapori. La maggior parte dei pazienti presentano anche l’incapacità di provare emozioni.
    L’uomo affetto dalla sindrome del cadavere che cammina, altro come con il quale è conosciuta questa patologia, può arrivare ad avere anche delle allucinazioni, iniziando a vedere il suo corpo privo di organi, affermando persino che percepisce l’odore della propria carne e delle proprie viscere che iniziano a decomporsi.
    Molti dei pazienti soffrono anche di depressione, ansia e istinti suicidi.

    Il comportamento:

    Alcuni casi iniziano a frequentare cimiteri mentre altri, chiedono di essere condotti all’obitorio per poter stare assieme agli altri morti. Talvolta credono anche che le persone vicino a loro siano morte e che si trovino tutti insieme in Paradiso o all’Inferno. Questo potrebbe essere pericoloso nel caso il paziente possa iniziare a credere che l’unico modo per salvare lui ed i suoi cari sia quelli di farla finita. Per questo ed altri fattori chi soffre di questa sindrome spesso tenta di togliersi la vita o peggio ancora di assassinare un proprio caro.

    L’esperienza di Esmé Wang:

    La mattina del 5 novembre 2013, Esmé Wang svegliò suo marito prima dell’alba con le lacrime agli occhi, euforica dalla gioia perché finalmente aveva capito tutto!
    Un mese prima, mentre si trovava su di un volo che da Londra la stava portando a San Francisco, quando aveva perso conoscenza per circa quattro ore, non era semplicemente svenuta come le avevano detto i medici, lei era morta!
    Ma la gioia momentanea andatasi a creare dalle sue conclusioni lasciò presto il posto alla disperazione più totale. Convinta di non essere più nel regno dei vivi, Wang si rifiutava di mangiare, parlare e persino di andare a lavorare. “Ero sicura che insieme a me erano morti anche mio marito ed il mio cane.” raccontò lei stessa in un articolo per un giornale specializzato in psicologia. “Inizialmente non ero sconvolta, perché pensavo che mi fosse stata data una seconda chance, la possibilità di rifare tutto di nuovo.”

    L’intervento di uno specialista:

    Per finire, è bene chiarire la necessità di intervenire tempestivamente alla prima comparsa di questi sintomi. Se si sospetta che una persona cara o un conoscente possa soffrirne si deve prendere subito contatto con uno psicologo o uno psichiatra, di modo che quest ultimo possa effettuare una diagnosi precoce e stilare prontamente un piano terapeutico. Questo perché la sindrome di Cotard è una patologia molto severa, che porta alla negazione totale del proprio senso d’identità ed è una delle malattie con uno dei tassi più alti di suicidio.

Rispondi a: La sindrome di Cotard: morti ma ancora vivi
Le tue informazioni: