La folle confessione nell’omicidio di Nicole van den Hurk

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    Alessandro Stripe
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    Nicole van den Hurk viene assassinata nel 1995 a soli 15 anni. Il suo cadavere viene ritrovato dopo sei settimane della sua scomparsa e nonostante tutto, la polizia continuava a brancolare nel buio. Nessun indagato, pochi indizi e nessun testimone fino a quando il fratellastro, Andy, confessò tutto su Facebook. Ma quello che in un primo momento poteva sembrare la fine, in realtà di rivelò solamente l’inizio.

    La storia di Nicole Van Den Hurk:

    Nicole nasce il 4 luglio del 1980 a Erkelenz, in Germania. Sua madre, Angelika Tegtmeier, è una madre single, ma poco dopo la sua nascita inizia una relazione col cantante olandese Ad van den Hurk. Nonostante si sapeva chi fosse il padre biologico, dato che le passava gli alimenti, la piccola prese il nome del compagno della madre. I tre si trasferirono nei Paesi Bassi, dove Angelika e Ad si sposarono.
    Nel 1989 i due divorziarono e Nicole andò a vivere col padre e quella che a breve sarebbe diventata la sua futura moglie: Jolanda.
    Nell’aprile del 1995 la madre si suicidò nella sua nuova abitazione a Tilburg.

    I fatti:

    È la mattina di venerdì 6 ottobre del 1995 quando Nicole, che si trovava a casa dei nonni a Tongelre, uscì di casa per andare a lavorare in bicicletta. La giovane ragazza faceva dei lavoretti estivi presso la panetteria del centro commerciale Woensel, ma quel giorno non arrivò mai sul posto di lavoro.
    Quella stessa sera, alle ore 18:00 circa, la polizia ritrovò la sua bicicletta sul fondo del fiume Dommel. Iniziarono subito le sue ricerche e probabilmente con ben poca fiducia di trovarla sana e salva. Non trovando alcuna prova della sua sparizione ad un dato momento gli inquirenti iniziarono persino a credere che la giovane ragazze avesse solamente deciso di abbandonare tutto per ritornare in Germania, ma il padre chiese loro di continuare le ricerche.
    Il 19 ottobre venne ritrovato il suo zaino in una foreste che si trovava proprio ai margine del fiume dove era stata ritrovata la sua bicicletta. Le ricerche quindi ripresero a pieno fino a quando, il 22 novembre del 1995, venne ritrovato da un passante il corpo di Nicole privo di vita all’interno di un bosco che si estende tra Mierlo e Lierop.
    L’autopsia ha rivelato che la giovane Nicole aveva subito due fratture alla mascella, diverse lesioni alla testa e alle dita (probabile segni di difesa) ed una ferita alle costole causate molto probabilmente da un pugnale. Secondo il patologo furono proprio le ferite da arma da taglio a provocare la morte di Nicole.

    Le indagini:

    Gli inquirenti decisero di ridare considerazione ad una chiamata anonima che era stata fatta alla centrale di polizia, dove un uomo in anonimato dichiarava di poter identificare l’assassino. Ma la chiamata terminò prima che l’uomo potesse rivelare altro.
    Così la registrazione delle chiamata fu trasmessa dalla televisione nazionale nel mese di gennaio del 1996, nel tentativo di poter rintracciare chi l’avesse fatta. Nessuno si annunciò mai.
    A febbraio di quello stesso anno, un amico della famiglia Van den Hurk, arrestato per traffico di droga, ha affermato di essere stato costretto a contrabbandare eroina da uomini coinvolti nell’omicidio. Ma in breve tempo la polizia disse che era si trattava di una messa in scena di cattivo gusto. Così si arrivo al mese di Maggio, dove vennero arrestati il fratellastro ed il patrigno di Nicole, ma i sospetti non portarono a nulla ed i due furono scagionati solamente un mese dopo.

    La confessione:

    Nel 2004 una squadra che si occupa dei “Cold case”, ovvero dei delitti che sono stati archiviate senza una vera chiusura, indagò nuovamente sul caso, ma senza alcun successo.
    Nel 2011, il fratellastro Andy, che si era trasferito da poco in Inghilterra, confessò l’8 marzo in un post di facebook l’omicidio, e venne arrestato in breve tempo dalla polizia britannica. Il padre nonostante tutto continuò a sostenere che non era possibile. Andy venne estradato nei Paesi Bassi il 30 marzo, ma venne rilasciato solamente cinque giorni dopo, poiché il post su facebook era l’unica prova contro di lui.
    Così Andy ebbe l’occasione di ritrattare la sua confessione, affermando che secondo lui il padre non solo era coinvolto, ma che addirittura era stato lui ad uccidere la figlia della sua ex moglie, accusandolo persino di aver abusato di lei in più occasioni.
    In un’intervista del 2016, Andy ha affermato di aver confessato falsamente l’omicidio al fine di rianimare l’attenzione sulla morte della sorellastra e ottenere il suo corpo riesumato per il test del DNA, scagionando anche il padre da ogni sua accusa.
    Infatti i resti di Nicole furono riesumati nel settembre di quello stesso anno proprio per prelevare dei campioni di DNA dal suo corpo, mentre la ricompensa per i dettagli dell’assassino è stata aumentata da 25.000 fiorini a 15.000 euro.

    Il ritrovamento di DNA sul cadavere:

    Dopo una sola settimana la polizia rese pubblica la notizia che avevano riscontrato dei campioni di DNA sul cadavere e nel gennaio del 2014 ci fu un arresto. Si trattava di un uomo di 46 anni che venne identificato come Jos de G., ma non furono forniti ulteriori dettagli dagli inquirenti. L’uomo era noto alle forze dell’ordine dopo che era stato accusato per tre stupri, uno dei quali gli valso tre anni di detenzione preventiva ed impegni civili.
    Gli inquirenti scoprirono inoltre che il giorno che sparì Nicole l’uomo se ne era appena andato dalla casa della sua ex ragazza dove aver avuto una grande lite.

    Il processo:

    Il caso arrivò in tribunale nell’aprile del 2014. L’avvocato di de G. contestò le prove del DNA, affermando che quello del suo cliente non era l’unico che era stato rinvenuto, aggiungendo inoltre che i due probabilmente avevano avuto un rapporto consenziente.
    A luglio, l’accusa di omicidio contro De G. fu ritirata a favore di accuse di omicidio colposo e stupro.
    Il processo di De G. è iniziato il 2 novembre 2015.
    Nel corso del mese, il processo fu sospeso per due settimane durante le indagini in seguito alla dichiarazione di un testimone secondo cui De G. aveva confessato di aver ucciso una ragazza, aggiungendo in un secondo momento che la confessione avvenì all’interno di un istituto mentale circa un decennio prima. L’avvocato di De G. però sostenne fin da subito che questa testimonianza era motivata dalla ricompensa offerta di 15.000 euro.
    Sui resti della ragazza era stata trovata una traccia di sperma contenente il DNA di almeno tre persone: l’indiziato, il ragazzo di Nicole ed il fratellastro. Con gli esperti quindi in disaccordo sull’affidabilità del campione, nel marzo 2016 è stato annunciato che gli scienziati avrebbero rianalizzato i risultati del DNA utilizzando metodi più moderni.

    Il 12 ottobre l’accusa ha richiesto una condanna di 14 anni di reclusione, in virtù del fatto che i rapporti con la vittima non erano consenzienti. Il 21 novembre, de G. è stato riconosciuto colpevole di stupro e condannato a cinque anni di reclusione. Nel determinare la pena il tribunale ha tenuto conto della constatazione che era Jos non era in grado di intendere e di volere durante lo stupro. Fu assolto da omicidio colposo sulla base che non c’erano prove per sostenere anche queste accuse.

    Il ricorso:

    Il pubblico ministero ha presentato appello contro l’assoluzione di De G. poco dopo la conclusione del processo. Il caso di appello è iniziato il 28 agosto 2018. Il 29 agosto, l’accusa ha chiesto una condanna a quattordici anni di reclusione, come aveva fatto nel processo iniziale. Il 9 ottobre l’assoluzione fu annullata. Jon de G. fu condannato a dodici anni di reclusione per lo stupro e l’omicidio colposo di Nicole Van den Hurk.

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