James Burger: torturato a morte da due bambini di 10 anni

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    Alessandro Stripe
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    È il 12 febbraio del 1993 quando il piccolo James Bulger, di soli due anni, scompare dal centro commerciale New Stand a Bootle, mentre stava con sua madre presso una macelleria. Il suo corpo venne ritrovato mutilato sui binari di una linea ferroviaria di Walton il 14 febbraio. Gli inquirenti non ci misero molto a risalire ai colpevoli ed il 20 febbraio Robert Thompson e Jon Venables, entrambi di soli 10 anni, vennero arrestati ed incriminati per omicidio. Le immagini registrate dalla telecamera di sorveglianza del centro commerciale mostrarono i due rapitori, osservare i bambini che passavano vicino all’entrata del negozio, scegliendo poi il loro obiettivo. Quel giorno i due ragazzi avevano marinato la scuola, e si erano recati ai magazzini Strand, comprando ma soprattutto rubando vari articoli.

    Fin dalle prime indagini si scoprì che i due avevano una situazione famigliare drastica. Thompson è figlio di una madre alcolista, e per diverso tempo si sospettò che il padre ed il fratello abusavano di lui. Mentre Venables invece è figlio di genitori divorziati, entrambi affetti da depressione ed emerse subito come il loro comportamento influenzava pesantemente il piccolo. Jon però a scuola veniva considerato sano ed educato, anche se in più di un occasione aveva creato non pochi danni. Infatti il ragazzo dopo aver conosciuto Robert (in seguito alla sua bocciatura), si trasformò da vittima di bullismo in bullo. A scuola i due erano soliti a combinare diversi guai e i loro genitori venivano spesso convocati. Si scoprì successivamente che i due ragazzi era da mesi che marinavano la scuola per avventurarsi nelle strade di Liverpool.

    Ma tornando ai fatti di quel triste 12 febbraio del 1993, i due ragazzi in un primo momento passarono il tempo ad accusarsi a vicenda. Fu Robert il primo ad avvicinarsi al bambino di soli due anni, ma poi lo presero per mano entrambi e lo condussero fuori dal centro commerciale, camminando per circa 4 km nonostante il piccolo cominciò a piangere disperato e a chiedere della sua mamma.
    Ad un dato momento uno dei due, ovviamente non si scoprì chi di preciso, lo prese per i pedi e sollevandolo lo fece cadere. Il forte impatto contro il suolo gli causò una profonda ferita sulla fronte e, quando i due si resero conto che era piuttosto grave, scapparono lasciandolo in mezzo alla strada. I due si nascosero dietro ad una siepe a guardare, ma quando videro che nessuno aiutava il piccolo decisero di ritornare indietro, coprire la testa del piccolo col cappuccio della felpa, e lo portarono via.
    In questo momento accadde un altro fatto che fece discutere molto gli inquirenti ma soprattutto l’opinione pubblica: infatti secondo le testimonianze raccolte in un secondo momento ben 38 persone notarono i 3 bambini ed il pianto disperato del piccolo, ma nessuno fece niente. 38 persone che dichiararono con tranquillità di aver assistito a quella singolare scena e nessuno che si sia avvicinato ai bambini anzi, alcuni parlarono anche di come Robert strattonasse e desse forti colpi al piccolo per farlo camminare più veloce. Fenomeno conosciuto agli esperti come “Effetto dello spettatore”, studiato durante il famoso caso dell’omicidio di Kitty Genovese. Quando l’agghiacciante caso venne a galla furono le stesse testate giornalistiche a denunciare queste persone, dandogli il titolo dei “38 di Liverpool”.

    Jon, Robert e James raggiunsero così la stazione ferroviaria Walton & Anfield sulla Walton Lane, per poi però decidere di ritornare indietro fino alla casa di Robert Thompson, che si trovava vicino alla stazione di polizia. Erano da poco passate le 17:30 e la polizia era in cerca ormai da qualche ora del piccolo James e molto probabilmente i due baby killer avevano intuito qualcosa perché decisero di ritornare verso la ferrovia. Uno dei due bambini tirò della vernice blu sul volto del piccolo, poi entrambi iniziarono a colpirlo con dei mattoni, dei sassi e persino con una spranga di ferro che avevano trovato lungo il tragitto. I due ragazzi poi iniziarono a prenderlo a calci: Thompson gli diede una pedata così forte che lasciò l’impronta della sua scarpa sul suo volto del piccolo. James perse conoscenza e i due decisero di aumentare la dose, calandogli i pantaloni e abusando le sue gracile corpicino inerme. Infine distesero il corpo del bambino sui binari e mentre aspettavano il treno che avrebbe dovuto simulare un incidente lo presero a sassate. Secondo il coroner la morte del piccolo James sopraggiunse in seguito alle violenze subite, il treno si limitò a tranciare in due il suo corpicino.

    Vanables fu il primo ad ammettere parte delle sue colpe, affermando che l’idea e la messa in atto del crimine era stata però di Thompson. Poco dopo però ritrattò la sua confessione, affermando che lui si era solo limitato a guardare. I test forensi però evidenziarono come entrambi avevano partecipato attivamente al massacro, rilevando schizzi di vernice e sangue del piccolo James sui vestiti di entrambi gli aguzzini. Per molte interrogatori i due continuarono ad accusarsi a vicenda. Ad un certo momento Thompson addirittura si giustificò affermando: “se avessi voluto uccidere un bambino di sicuro quello sarebbe stato mio fratello.”

    Il 24 novembre dello stesso anno i due ragazzini furono giudicati colpevoli dalla corte suprema di Preston ed il giudice dispose che i loro nomi dovevano essere rivelati in ragione dell’entità del crimine e del suo effetto sull’opinione pubblica.
    Le foto dei due bambini apparvero ovunque e la popolazione reagì con pesanti minacce alle famiglie dei due assassini e con una manifestazione alla quale parteciparono oltre 5000 persone dinanzi alla Corte di South Sefton, durante la prima apparizione dei ragazzi davanti alla corte.

    Il processo fu condotto in un primo momento come un processo di adulti, dove i due furono giudicati colpevoli e condannati alla prigionia presso un carcere minorile per almeno 10 anni. Gli avvocati della difesa però ricorsero in appello presso la corte Suprema che gli diede ragione annullando la decisione di averli processati come “persone adulte”. Così nell’ottobre del 2000, premiando la buona condotta in carcere ed il rimorso mostrato durante la detenzione, la sentenza scese ad otto anni.
    Nel giugno del 2001 Robert Thompson e Jon Venables vennero rilasciati perché non erano più considerati una pubblica minaccia. I due assunsero una nuova identità segreta grazie ad una sorta di “protezione dei testimoni”, ma come “protezione dei criminali” ed oggi vivono con una “licenza a vita”, che consiste nel fatto di un’immediata incarcerazione in caso di un loro crimine. Infatti è noto come Venables venne incarcerato più volte dal 2017, per detenzione di materiale pedopornografico, proposte indecenti nei confronti di un minore e detenzione di un manuale per pedofili. Inoltre in risposta alla copertura mediatica, il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern ha osservato che Venables avrebbe bisogno di un’esenzione ai sensi dell’Immigration Act e che non dovrebbe “preoccuparsi di fare domanda”.

    Alcuni psicologi, dopo l’incriminazione di Jon Venables, identificarono nel film “La bambola assassina 3”, noleggiato circa un mese prima dal padre del ragazzino, uno dei fattori scatenanti dell’omicidio: Jon avrebbe identificato il piccolo James con Chucky, il malvagio protagonista del film. Ciò spiegherebbe l’utilizzo della vernice blu (nella parte finale la faccia di Chucky sembra appunto sporca di vernice blu) e il luogo dove si è portato a termine l’omicidio (la fine del film si svolge sulle rotaie di un ottovolante). La teoria fu diffusa con molta enfasi dal tabloid The Sun. Inoltre l’utilizzo di vernici o altro sul volto delle vittime è frequente nei serial killer e serve a “disumanizzare” la persona che si uccide, altrimenti molto probabilmente non si avrebbe il coraggio di ucciderla.

    Quindi adesso tocca a voi: cosa ne pensate di come si è mossa “la giustizia” per questo caso? E secondo voi le orribili azioni commesse dal piccolo Jon potrebbero davvero essere state influenzate dalla visione del film “La bambola assassina 3”?

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