Il Toro di Falaride

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    Alessandro Stripe
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    Il Toro di Falaride fu uno strumento di tortura ed esecuzione inventato da Perillo di Atene e reso famoso dal suo primo (ed unico) cliente: il Tiranno di Agrigento Falaride. Questa tortura fu uno strumento potente di persuasione, che venne utilizzata sistematicamente sino almeno al XIX secolo per ottenere informazioni o confessioni, ma non sono poche le persone che hanno visto porre una fine ai loro giorni all’interno di questo strumento di tortura. Venne persino prevista dal diritto romano.
    Falaride, vissuto nel VI Secolo avanti Cristo, era un tiranno sadico e crudele, accusato (nelle leggende) di cannibalismo su infanti e di altri terribili crimini, una cosa era certa: adorava vedere le persone che veniva torturate a morte su sua richiesta.

    Il fabbro e artista Perillo, originario di Atene, si presentò un giorno alla corte proponendo uno strumento di tortura ed esecuzione totalmente nuovo: un Toro in Bronzo con la pancia cava, tanto grande da poter ospitare un uomo, che venisse arroventato mediante un fuoco acceso sotto di esso e conduceva il condannato ad una morte lenta di immane dolorosità. Il povero operaio era davvero disposto a fare qualsiasi cosa pur di riuscire a guadagnare qualcosa in più e di avere una buona parola dal suo governante. Falaride rimase compiaciuto e stupito, fece i complimenti all’artigiano per l’inventiva e ordinò che fosse Perillo stesso a dimostrare l’efficacia del Toro, chiedendogli di mostrarci personalmente come funzionasse il suo prodotto. Perillo non capì fino a quando le guardie non lo presero di forza e lo inserirono dentro la sua arma di tortura. Fu quindi il suo stesso ideatore ha provare per primo la paura e lo straziante dolore della sua disperata invenzione.

    Il fumo iniziò ad uscire dalle narici dell’imponente creatura mentre le grida strazianti di dolore del fabbro e la sua voce risuonava come il feroce muggito di un toro arrabbiato, grazie ad un sistema di tubi sulla fronte della scultura metallica. E questo fece divertire moltissimo Falaride che si godeva quell’orrido spettacolo.
    Poco prima che il fabbro morisse “cucinato vivo”, Falaride lo fece estrarre dal toro di metallo, l’uomo era visibilmente distrutto, così il tiranno dittatore gli fece i suoi complimenti per la sua invenzione, poi lo fece gettare giù da una rupe lì vicino.
    La leggenda comunque vuole che lo stesso Falaride sia stato ucciso con questo metodo quando venne catturato da Telemaco.

    Nel videogame Assassin’s Creed: Origins si fa spesso riferimento al Toro di Falaride come strumento di tortura in uso presso l’Antico Egitto. Mentre nel film Saw 3D, un Toro di Falaride viene utilizzato per uccidere la moglie del “protagonista” delle torture dell’enigmista, reo di aver lucrato con libri e interviste sulla sua presunta sopravvivenza a Jigsaw, senza che però fosse mai stato “messo alla prova”. Un’ultima doverosa citazione va al libro intitolato “Il nome della rosa” di Umberto Eco, dove il poeta nei capitoli finali cita questa tortura in riferimento alla morte di uno dei protagonisti.

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    Francesco Monti
    Amministratore
    IT
    Che tortura atroce non posso immaginare cosa le persone durante quei tempi buii abbiamo sofferto.
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