Edmund Kemper: il killer delle studentesse

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    Alessandro Stripe
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    Edmund Kemper, nato il 18 dicembre del 1948, è un noto serial killer statunitense che uccise tra il 1972 ed il 1973. Conosciuto anche semplicemente come Ed Kemper o Co-ed killer, questo è uno dei serial killer più efferati e famosi, non solo nel mondo del cinema, di tutta la storia americana.
    Ed vide nascere la sua vita criminale però nei primi anni sessanta, quando a solo 15 anni decise di sparare ad entrambi i suoi nonni.
    Successivamente, mentre si trovava a Santa Cruz, assassinò e smembrò sei autostoppiste e infine, freddò sua madre ed una delle sue amiche, poi, poco dopo quest’ultimi due omicidi, si costituì di persona alla polizia per motivi che spiegherà successivamente con il sorriso sulle labbra. Ma andiamo con ordine.

    La storia:

    Edmund Kemper era l’unico figlio maschio nato dall’unione tra Edmund Emil Kemper Jr. e Clarnell Standberg. Era considerato un bambino estremamente brillante ma manifestò sintomi di disturbi psichici fin dalla giovane età. Si divertiva a torturare gli animali fino a quando non spiravano, faceva strani giochetti sessuali con le bambole delle sorelle ed era piromane. Quindi, abbiamo già evidenziato la presenza di due delle tre caratteristiche che formano la famosa triade di MecDonald. Iniziò in breve tempo persino a mostrare segni di necrofilia. Un esempio è quando sua sorella lo invitò a baciare un’insegnante e il nostro Ed ebbe una vera e propria crisi di rabbia, affermando che “per baciarla avrebbe dovuto prima ucciderla.”
    I suoi genitori divorziarono quando lui era ancora piccolo, così Ed fu affidato alla madre ed i due si trasferirono a vivere nel Montana.
    Il nostro protagonista aveva un rapporto davvero pessimo con la madre Clarnell, considerata una donna violenta e in seguito si scoprirà che picchiava ed umiliava di continuo il figlio. Clarnell faceva spesso dormire Ed chiuso in cantina, a detta sua per la paura che il figlio durante la notte avrebbe potuto abusare della sorellina più piccola. Ovviamente tutto questo consentì ad aumentare a dismisura i suoi disturbi della personalità e a sviluppare una forma di personalità borderline.
    Così, nell’estate del 1963, Ed scappò di casa per andare a cercare il padre in California. Una volta lì, scoprì che il padre si era risposato e non voleva più avere niente a che fare col suo passato, che non voleva più avere nulla a che fare con lui, suo figlio. Ed finì a vivere con una delle sorelle dai nonni, in un ranch sulle montagne nel North Fork, sempre in California. Kemper trovava deprimente vivere, soprattutto perché, a detta sua, detestava profondamente sua nonna.

    L’omicidio dei nonni:

    Il 27 agosto del 1964 Kemper decise di sparare alla nonna, mentre la donna era seduta al tavolo della cucina, intenta a scrivere le ultime pagine del suo libro delle fiabe. Quando suo nonno rincasò, Ed, decise di freddare nella stessa maniera anche lui.
    Così Ed chiamò la madre per dirle tutto e quest’ultima, riuscì a convincerlo a chiamare la polizia. Durante l’interrogazione disse che “voleva solo sentire cosa si provasse ad uccidere la nonna” e che uccise anche suo nonno perché sapeva che si sarebbe arrabbiato molto con lui dopo quello che aveva fatto.
    Internato in un ospedale psichiatrico criminale, divenne da prima amico del suo psicologo e successivamente persino suo assistente. Come riportano i test ufficiali da lui effettuati, si scoprì che Kemper possedeva un quoziente d’intelligenza pari a 136, ed era furbo abbastanza da guadagnarsi la fiducia dello psicologo a tal punto da ricevere il permesso di accedere ai test degli altri prigionieri. Ed venne rilasciato dalla prigione nel 1969, dopo aver scontato una pena che non raggiungeva nemmeno i 5 anni di detenzione.
    Contro il parere di praticamente tutti i dottori dell’ospedale psichiatrico venne riaffidato alle cure della madre. L’uomo riuscì senza troppi problemi a convincere gli psichiatri che ora stava bene e che i suoi problemi giovanili se li era lasciati alle spalle maturando e capendo i suoi sbagli.
    Ed iniziò a fare una serie di lavori estemporanei prima di trovare un impiego nel dipartimento dei lavori pubblici, nello specifico per la sezione delle autostrade dello Stato della California. Alto 2 metri e 06 e dal peso di 136 chilogrammi, si fece una fama di giovane rispettabile e serio. Riuscì a stringere amicizia persino col capo della polizia della sua città, il quale gli aveva affibbiato il soprannome di “big Ed” e lo invitava spesso a casa sua.

    Il serial killer:

    Arriviamo così al 7 maggio del 1972 ed Edmund Kemper stava guidando nei pressi del campus universitario UC di Santa Cruz, quando diede un passaggio a due studentesse diciottenni di nome Mary Ann Pesce e Anita Luchessa, le quali stavano facendo l’autostop per raggiungere la Stanford University. Dopo aver guidato per circa un’ora, si diresse in una zona di campagna e decise di strangolare entrambe le ragazze. Non contento le accoltellò ripetutamente.
    Ed non si liberò subito dei due cadaveri, anzi, decise di portarli a casa della madre, poi andò in camera sua e scattò macabre foto pornografiche delle due vittime. Quella stessa notte fece a pezzi i due cadaveri ed infilò i resti della Pesce in una valigia, che poi abbandonò sul ciglio della strada vicino per andare in montagna. A sua detta si servì della testa decapitata della Luchessa per praticarsi un bel servizietto prima di gettare i resti della ragazza in una scarpata.

    La notte del 14 dicembre 1972 Edmund Kemper raccolse dalla strada la quindicenne Aiko Koo, la strangolò, abusò di lei e dissezionò anche il suo cadavere, mentre invece il 7 gennaio 1973 diede un passaggio alla studentessa diciannovenne Cindy Schall e le sparò con una pistola calibro 22. Come sempre portò il corpo a casa della madre e smembrò anche quello. Rimosso il proiettile dal cranio della ragazza Ed seppellì la sua testa in giardino con il viso rivolto verso la finestra della madre. A detta di Ed, lo fece solamente per farle uno scherzo, ma durante un’intervista affermò che invece lo fece perché la madre “voleva sempre che le persone la guardassero”.
    Il 5 febbraio di quell’anno, dopo un’accesa discussione con la madre, Edmund Kemper uscì di casa con l’unico intento di trovare le sue successive vittime. Così Ed, ucciderà 2 donne col suo solito modus operandi.

    L’omicidio della madre:

    Venerdì 20 aprile del 1973 Kemper arrivò a freddare la madre, colpendola ripetutamente con un martello mentre dormiva. Successivamente la decapitò e violentò il suo corpo come fece con la maggior parte delle sue vittime. Mise la testa sulla mensola del caminetto, usandola come bersaglio per giocare a freccette, dopodiché le strappò le corde vocali, gettandole nel trita rifiuti.
    “Mi sembrava appropriato” commentò dopo il suo arresto “dato che non aveva fatto altro che urlare, strillare e infierire contro di me per anni.” Non avendo ancora placato il suo istinto omicida però, decise di invitare per cena la migliore amica della madre, per poi strangolare anche lei.
    Come detto in seguito sarà lo stesso Kemper a costituirsi e a confessare tutti gli omicidi che aveva commesso, entrando in ogni dettaglio senza troppi problemi.
    Durante l’interrogatorio inoltre, ammise di aver compiuto anche atti di cannibalismo su almeno una delle sue vittime. Dichiarando: “Effettivamente ho divorato in parte la mia terza vittima. Ho tagliato dei pezzetti di carne che avevo messo nel congelatore. Una volta scongelata, ho cotto la carne in un pentolino con delle cipolle poi, l’ho mangiata con della pasta al formaggio”.

    Il processo:

    Al processo Ed dichiarò di avere un’infermità mentale, ma venne giudicato colpevole per otto omicidi. Fu richiesta la pena di morte ma, essendo stata sospesa all’epoca, fu condannato all’ergastolo. Kemper non ha mai mostrato segni di rimorso per le atrocità commesse e non ha mai chiesto scusa ai parenti delle vittime anzi, si è dichiarato orgoglioso del suo acume criminale e del fatto che per arrestarlo la polizia abbia dovuto attendere che fosse lui a costituirsi.
    Nel carcere Ed si è laureato, insegna informatica in carcere e partecipa attivamente a dei programmi di trascrizione di opere letterarie in alfabeto Braille per i non vedenti. Queste attività gli hanno procurato diversi premi dall’amministrazione carceraria americana, ma nonostante la buona condotta, dopo oltre 40 anni di detenzione Ed si trova tutt’ora nella California State Prison di Vacaville.

    Grazie a queste sue caratteristiche il personaggio di Edmund Kemper è tra i principali della serie tv “Mindhunter”, basato su una storia vera.

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