Dean Corll: The Candy Man

Forum Storie Horror Serial Killer Dean Corll: The Candy Man

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    Alessandro Stripe
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    Dean Corll, meglio noto come Candy Man, nato a Fort Wayne il 24 dicembre del 1939 e venuto a mancare l’8 agosto del 1973 a Pasadena, è stato un serial killer statunitense che ha commesso almeno 28 omicidi in Texas aiutato da dei complici. La sua catena di omicidi è stata soprannominata: omicidi di massa di Houston, ma andiamo con ordine.

    La storia:

    Come detto Dean nacque a Fort Wayne, nell’Indiana, ed era il primo figlio di Anold Edwin e Mary Emma Robinson, nel 1942 nacque il suo unico fratello più piccolo di nome Stanley. I due genitori litigavano spesso e decisero di separarsi definitivamente nel 1946.
    Corll era conosciuto come un ragazzo serio e timido che talvolta socializzava con i compagni e si preoccupava molto del benessere dei pochi amici che aveva. Nel 1950 gli fu diagnosticata una febbre reumatica; per colpa della quale non poté partecipare alle lezioni di educazione fisica. Attorno a quel periodo Arnold Edwin provò a riconciliarsi con Mary e si spostò con lei a Pasadena, ma nel 1953 divorziarono nuovamente. Mary ottenne la custodia dei figli e si risposò con Jake West, cambiando il suo nome quindi in Mary West e traslocò con lui a Vidor; dove nel 1955 nacque la sorella Joyce. I genitori qualche tempo dopo aprirono una pasticceria, e Dean si diplomò nel 1958.

    La famiglia traslocò nuovamente a Houston e nel 1960 ma Dean decise di spostarsi temporaneamente dai nonni nell’Indiana per due anni, dopo i quali ritornò nuovamente a vivere a Houston, dove riprese al lavorare per i genitori nella loro pasticceria di nome “Pecan Price”.
    Nello stesso anno un impiegato della pasticceria disse alla madre che il figlio gli aveva fatto delle avances sessuali ma la madre, per tutta risposta, licenziò l’operaio.
    Il 10 agosto del 1964 entrò a far parte dell’Esercito degli Stati Uniti e venne trasferito a Fort Polk nella Lousiana per l’addestramento. Successivamente venne spostato a Fort Benning in Georgia e a Fort Hood nel Texas per svolgere la mansione di riparatore radio.
    Croll odiava sempre di più il servizio militare e in più si affaticava molto facilmente così, l’11 giugno del 1965, dopo 10 mesi di servizio, lasciò tutto e tornò a Houston.
    Poco dopo aver fatto ritorno diventò vicepresidente della Corll Candy Company ed iniziò a regalare dolciumi a ragazzini e studenti e nel 1967 conobbe per la prima volta David Owen Brooks, un ragazzo di 12 anni a cui dava sia soldi che dolci fino a quando il giovane ragazzo, due anni dopo, arrivò persino a prostituirsi a Corll, ma comunque non perse mai l’abitudine di fare delle avances ai ragazzi che lavoravano per la pasticceria e poco dopo i suoi genitori divorziarono nuovamente e da quel momento in poi Dean si staccò dalla madre, sentendola solamente sporadicamente per telefono e quando lei si sposò nuovamente e si spostò nel Colorado, chiudendo la pasticceria, Dean trovò un posto come elettricista.

    I complici:

    Durante l’inverno del 1971 conobbe Elmer Wayne Henley, il quale diventerà un suo complice, per la precisione si occuperà di adescare le future vittime.
    Partiamo subito col dire che gli stupri e gli omicidi accertati partirono dal 25 settembre del 1970 e che le sue vittime avevano tra i 13 ed i 20, ma secondo alcuni Dean potrebbe aver ucciso anche prima.
    Un’esempio che riportarono diversi testimoni fu quando, nel 1968, i suoi colleghi della pasticceria lo videro scavare diverse fosse che poi andò a riempire con del cemento e quando gli chiesero spiegazione disse che stava seppellendo le caramelle scadute, in modo da evitare possibili contaminazioni di insetti.
    Spesso le vittime venivano attirate da due dei suoi conoscenti dal quartiere di Houston Heights, a nordest di Houston. Attirate in casa, venivano indebolite con alcol o droghe e ammanettate o prese con forza. Successivamente venivano spogliate e legate o al letto di Corll o ad un tavolo delle torture, dove venivano stuprate, torturate ed assassinate. Successivamente i cadaveri venivano messi in dei sacchetti di plastica e seppelliti in vari luoghi, poi, come souvenire, teneva le chiavi delle vittime.

    Le vittime:

    La prima vittima accertata fu Jeffrey Alan Konen, di 18 anni, uno studente che stava facendo l’autostop per tornare a casa dei genitori. Il serial killer lo spogliò, ne abusò e terminò la sua vita strangolandolo. Il suo corpo venne avvolto in un sacco di plastica con mani e piedi legati e come detto seppellito.
    Il 15 dicembre il suo socio David Brooks attirò due quattordicenni che furono legati al tavolo delle torture, stuprati, strangolati e seppelliti. Dean Corll aveva promesso di dare a Brooks 200 dollari in cambio di ogni ragazzo che gli avrebbe portato in casa, inoltre, in cambio del suo silenzio, gli comprò una Chevrolet Corvette verde.
    Gli omicidi continuarono senza sosta, commessi con un’atrocità terrificante. Dean Corll, con l’aiuto di Elmer Wayne Henley e David Brooks, assassinò senza pietà un lungo numero di persone, come detto, tutti ragazzi giovanissimi. Pensate che in alcuni casi Henley aveva anche la facciaccia di partecipare al volantinaggio e se conosceva i parenti delle vittime, come in alcuni casi, si metteva persino a consolarli.

    La sera del 7 agosto 1973 Wayne Henley invitò Cordell Kerley di 19 anni, a partecipare a una festa a casa di Dean Corll. I due andarono a casa dell’assassino, sniffarono, bevvero e decisore di andare a comprare dei sandwich. Così Henley decise di passare a casa di Rhonda Williams di 15 anni, per invitarla ad unirsi a loro; lei accettò.
    Il trio si diresse nella casa del serial killer al 2020 di Lamar Drive in Pasadena. Lì, Dean Corll offrì ai 3 della birra e una dose di marijuana e dopo due ore di festa si addormentarono.
    Henley si risvegliò poco dopo ammanettato e con le caviglie legate, mentre Kerley e la Williams erano legati con del nylon e dormivano ancora. Dean era furioso e gridò a Henley che li voleva uccidere tutti quanti ma Wayne Henley riuscì a calmarlo e a convincerlo a farsi slegare. Fatto ciò, Corll nascose la pistola in bagno mentre Henley legò i due ragazzi sul tavolo delle torture, fingendosi un suo complice improvvisato.
    Nel frattempo Candy Man si spogliò completamente e iniziò a torturare Kerley.
    Stava andando tutto come il solito, ma d’un tratto Wayne Henley andò in bagno, prese la calibro 22, la puntò a Corll e gli gridò: “Sei andato abbastanza lontano, Dean!“. Subito dopo premette il grilletto e freddò il serial killer.

    La confessione di Wayne e l’arresto:

    Alle 8.24 di quel mattino Wayne Henley chiamò la polizia e confessò di aver aiutato Dean ad adescare dei giovani ragazzi che torturava ed uccideva e poco dopo anche Brooks si costituì.
    La polizia controllando iniziò a controllare la casa di Candyman rinvenendo un telo di plastica che ricopriva tutto il pavimento, in modo che il sangue non potesse macchiarlo. Gli inquirenti trovarono molti indizi inquietanti tra cui il famoso tavolo delle torture, delle corde, alcuni falli finti, un grosso coltello da caccia, un paio di manette, la sua calibro 22 e della vasellina.
    Nel retro del suo furgone, un ford Econoline, trovarono una grossa scatola di legno con dei fori che servivano a far passare l’aria e degli aculei, scoprendo che Dean aveva costruito una era e propria vergine di Norimberga. Sempre sul retro del veicolo i vetri erano oscurati con delle tendine blu opache, per evitare che qualcuno potesse vedere quello che accadeva lì dentro.

    Henley e Brooks aiutarono la polizia nelle ricerche dei corpi delle vittime, le quali presentavano spaventosi segni di tortura, come il fatto che fossero stati castrati, sodomizzati e legati, alcuni avevano i vestiti in bocca e avevano del nastro adesivo attorno alla faccia. Ad alcuni aveva inserito nell’uretra una fiala di vetro successivamente spezzata al suo interno. Inoltre trovarono persino una borsa di plastica sigillata contenente dei genitali tagliati e masticati, scoprendo che Corll era anche un filo-cannibale.
    Il massacro di Houston superò in numero di vittime quello perpetrato da Juan Vallejo Corona, conosciuto come il killer del machete, che poco tempo prima aveva commesso in sei settimane ben 25 omicidi.

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